highlights

  1. Passeggiata

    Sant’ Agostino: le tre Madonne nella Chiesa della Madre

    di Paolo Biondi

    Biblioteca Angelica – Sala Vanvitelliana

    Paolo Biondi è una delle guide più apprezzate di Roma Felix che in occasione della sua visita realizzata alcuni mesi in Sant’Agostino in Campo Marzio per la nostra associazione, ha scritto questo testo sulle tre Madonne, che con piacere pubblichiamo.

    Nel 1286 Eligio Lufredi donò agli Agostiniani di Piazza del Popolo alcune case nel Campo Marzio per farci il loro convento. Queste case andarono poi a costituire il primo nucleo, e il più antico, della chiesa di Sant’Agostino.

    Più tardi Papa Onorio IV confermò la donazione e affidò agli Agostiniani anche la chiesa di San Trifone, una chiesa dell’VIII secolo ricostruita nel X dedicata a un martire greco del III secolo, che si affacciava su via della Scrofa. Il convento si sviluppò così soprattutto nell’area che ora occupa il retro della chiesa di Sant’Agostino, un edificio che oggi è l’Avvocatura dello Stato, e sul lato destro, tanto da determinare nel Settecento l’abbattimento della chiesetta di San Trifone.
    Oggi gli Agostiniani sono proprietari solo di quell’ala, che dà su via della Scrofa, comunque così grande che in parte è utilizzata come albergo per sacerdoti. Qui risiedeva Bergoglio prima del conclave che l’ha eletto papa. Qui tornò per raccogliere le cose che aveva lasciato e pagare il conto.
    continua…

  2. Racconto biografico

    Giuseppe Gioachino Belli e alcuni luoghi ed eventi nella sua Roma (2/4)

    di Maurizio Perfetti

    Maurizio Perfetti da anni si occupa di Gioacchino Belli. Ha scritto per Roma Felix un racconto biografico del poeta romanesco, che pubblicheremo in quattro parti, punteggiandolo con i sonetti e corredandolo di un’estesa e dettagliata bibliografia. La prima parte del racconto si trova qui.

    LA FORTUNA DEL MATRIMONIO CON MARIUCCIA. I PRIMI VIAGGI. CENCIA
    Liberali e reazionari, letterati, scienziati, ecclesiastici compongono la varia umanità che

    Maria Conti

    Maria Conti

    s’incontra nell’Accademia Tiberina e da qui avverrà una prima grande svolta positiva nella vita del nostro Poeta: l’incontro con la benestante Maria Conti, donna non bellissima, vedova maltrattata e tradita dal suo ex marito, lei già sui 35 anni (10 più di Gioachino), ma colta, sensibile e presto innamorata del nostro. Le biografie illustrano vari dettagli del rapporto tra i due, la ritrosia iniziale di lui, gli impacci di lei e gli ostacoli posti dalla sua famiglia che non ne vuole sapere di un nuovo matrimonio, stavolta con uno spiantato.
    Alla fine prevale la realtà: superati ostacoli e dubbi personali e sociali, ottenute le varie dispense all’epoca necessarie, Maria e Gioachino il 12.9.1816 finalmente si sposano, di sera, davanti a testimoni “compiacenti”, nella Chiesa di Santa Maria in Via. I desideri della donna si compiono e il neo marito se ne fa una ragione, anche perché le sostanze portate in dote dalla sposa sono consistenti, comprese le proprietà terriere a Cesi (Terni), la lussuosa residenza, ora coniugale, a Palazzo Poli mentre, per di più, con i buoni uffici della famiglia Conti, il neo-marito ottiene un nuovo e più remunerativo impiego. continua…

  3. Racconti

    Alle Terme di Caracalla

    AA.VV.

    Per la loro mole, per il fatto di sorgere pressoché isolate in un luogo caratterizzato da folta vegetazione e legato ai miti delle Ninfe e del Bosco magico in cui esse vivevano, le Terme di Caracalla sono state la meta di molti viaggiatori italiani e stranieri tra l’Ottocento e il Novecento.Delle Terme essi hanno scritto nei diari o da esse hanno tratto ispirazione per i versi o le prose.
    Vi proponiamo qui qualche pagina di questi scritti.

    “…Nessun luogo desolato fu mai né più sublime, né più bello. Il muro perpendicolare è un seguito di precipizi ricoperti da alberi in fiore.

    Shelley mentre scrive il "Prometeo Liberato" alle Terme di caracalla - Joseph Severn

    Shelley mentre scrive il “Prometeo Liberato” alle Terme di Caracalla – Joseph Severn

    A ogni posto pinnacoli aerei di pietre si raggruppano in combinazioni del più strano effetto; quel muro sembra proprio un altro colle boschivo. [….]  Questo poema (il “Prometeo liberato”) fu scritto per la maggior parte sulle scoscese rovine delle Terme di Caracalla, tra le floride radure e le macchie di odorosi alberi in fiore che formano sinuosi labirinti sulle loro immense spianate e sugli archi vertiginosi sospesi nell’aria. Il luminoso cielo azzurro di Roma, e l’effetto della vigorosa primavera, che ridestandosi in quel clima divino impregna di nuova vita gli spiriti fino a inebriarli, ispirarono questo dramma…”.
    Percy Bysshe Shelley (1792 – 1822)
    continua…

  4. Racconto biografico

    Giuseppe Gioachino Belli e alcuni luoghi ed eventi nella sua Roma (1/4)

    di Maurizio Perfetti

    Maurizio Perfetti da anni si occupa di Gioacchino Belli. Ha scritto per Roma Felix un racconto biografico del poeta romanesco, che pubblicheremo in quattro parti, punteggiandolo con i sonetti e corredandolo di un’estesa e dettagliata bibliografia.

    DA ROMA A CIVITAVECCHIA E RITORNO
    Mai banale o “uniforme” l’evolversi della vita (Roma, 7 settembre 1791 – 21 dicembre 1863) di G.G.Belli (che in futuro siglerà in vario modo le sue opere (GGB, 996, Peppe er tosto, Del medemo, ecc).

    Giuseppe Gioacchino Belli

    Giuseppe Gioachino Belli

    Alla nascita (Palazzetto Capranica, via dei Redentoristi 13, angolo via Monterone), in una famiglia relativamente benestante (il padre, Gaudenzio, ragioniere in una casata nobile e la madre, la bella Luigia Mazio) sono seguite per i genitori e per il figlio una serie di vicissitudini che peseranno sempre nell’animo e nel carattere del nostro futuro poeta. Il padre, poco accortamente nonostante il mestiere, si comporta con insensata prodigalità, circondandosi di “amici” che approfittano delle sue sostanze e anche della presenza di una moglie che ha tutto il modo di atteggiarsi con civettuola leggerezza verso i furbi ospiti, suscitando persino una precoce gelosia nel bambino. Presto però la famiglia si trasferisce da Roma a Civitavecchia (in edificio dell’attuale via Pietro Manzi, 30), dove papà Gaudenzio ha ottenuto un buon lavoro presso gli uffici che governano i traffici dello scalo navale così importante per lo Stato Pontificio.
    continua…