Racconto

L’Augusteo, un grande organo e la sala concerti di Roma

Andrea Panfili

Con piacere riceviamo e pubblichiamo questo testo sulla storia del Teatro Augusteo di Roma scritta da Andrea Panfili.

La sera del 20 maggio 1936, alle ore 20.15, il conte Enrico di San Martino e Valperga, presidente della Regia Accademia di Santa Cecilia e senatore del Regno,

Enrico San Martino Valperga

annunciava alla radio la definitiva chiusura e l’imminente demolizione dell’Augusteo, la celebre sala dei concerti romani da lui stesso inaugurata ventotto anni prima. Ecco un estratto del suo discorso:
“Mercoledì 13 maggio il vecchio Augusteo chiudeva le sue porte alla musica dopo28 anni di una carriera gloriosa. Durante questo lungo periodo, i direttori e gli esecutori più celebrati di ogni paese apparirono sul podio del Mausoleo romano e in esso risuonarono le più belle opere corali ed orchestrali di ogni epoca, di ogni paese, di ogni tendenza. Così il nome dell’Augusteo conquistò notorietà e ammirazione in ogni angolo del mondo.

Qualunque autore aspirava ad avere le proprie opere eseguite all’Augusteo, qualunque esecutore desiderava dare in questo tempio prova della sua valentia. Dalla fondazione vennero eseguite all’Augusteo 1593 composizioni orchestrali, di cui 631 italiane e 962 straniere; 294 opere corali, di cui 72 italiane e 222 straniere; 134 opere di coro con orchestra ed organo, di cui 66 italiane e 68 straniere. Parteciparono ai nostri concerti 170 direttori, di cui 77 italiani e 93 stranieri; 442 solisti, di cui 268 italiani e 174 stranieri. All’infuori delle nostre masse parteciparono ai concerti 10 orchestre, di cui 2 italiane e 8 estere, e 25 società corali, di cui 11 italiane e 14 estere.

Mausoleo di Augusto – Ricostruzione

Queste cifre indicano con precisione la mole del lavoro compiuto dall’Istituzione romana col costante concorso del Governatorato e dello Stato ed il prezioso ausilio disinteressato della stampa, lavoro che fece di Roma uno dei centri più importanti di concerti dell’universo intero. Dalla presentazione di tante opere e di tanti artisti trasse uno straordinario profitto l’educazione musicale del pubblico romano. […] Guardando dunque l’opera compiuta in quei 28 anni, non sappiamo trattenere un sentimento di legittima fierezza. E con una profonda tristezza vediamo ora chiuse le porte del tempio in cui per tanti anni fu svolta un’opera proficua. Ma ormai il mausoleo di Augusto deve tornare alle primitive origini, deve riprendere il suo significato di omaggio eterno ad una delle massime figure della storia, l’Imperatore Augusto.
[…] Ma l’Istituzione dei Concerti non morrà mai per questo trasloco. La volontà del Duce è di assicurarle una nuova vita in una nuova sede degna sotto ogni aspetto. L’opera nostra continua; e se abbiamo il diritto di guardare il passato con fierezza, guardiamo l’avvenire con piena e salda fede”.
La fiducia di poter disporre a breve di una nuova sede dei concerti, infusa nel conte di San Martino e nel pubblico romano dalla retorica e dalla propaganda fascista, fu ben presto disillusa. Ciò avvenne sia per negligenza del governo dell’epoca, sia per inerzia delle varie amministrazioni che si avvicendarono nei decenni successivi. Roma, infatti, rimase priva della propria sala dei concerti per ben sessantasei anni, fino a quando nel 2002 fu inaugurato l’Auditorium Parco della Musica. Nel frattempo i concerti dell’Accademia di Santa Cecilia si tennero “provvisoriamente” prima al teatro Adriano, dal 1936 al 1946, poi al teatro Argentina, dal 1946 al 1958, e infine all’Auditorium Pio XII di via della Conciliazione, dal 1958 al 2002.

Teatro Augusteo

Quella sera del 20 maggio 1936, il conte non avrebbe mai potuto immaginare che la Regia Accademia di Santa Cecilia, per la quale egli si era prodigato con tanto impegno e passione prima come accademico, poi come consigliere e infine come presidente, sarebbe rimasta priva della propria sede dei concerti per così tanto tempo. Dopotutto, erano gli anni in cui il regime fascista aveva raggiunto il massimo consenso ed erano in molti ad attendere la trasformazione di Roma nella capitale del Nuovo Impero, con l’esaltazione dei suoi antichi monumenti, in primis la riscoperta del mausoleo di Augusto, fino a quel momento celato e inglobato nelle fondamenta dell’Augusteo, e poi con la realizzazione di nuovi e imponenti quartieri quali l’EUR, il Foro Italico, la Città Universitaria, dotati di edifici moderni e funzionali, nei quali avrebbe sicuramente trovato spazio il nuovo e capiente auditorium della città.
Pochi anni dopo la caduta del regime, la fine delle aspirazioni velleitarie, la guerra, i bombardamenti e la rovina.

Organo – Teatro Augusteo

Il conte di San Martino assistette impotente a tutto questo e, negli ultimi anni della sua vita, si spense a Roma nel 1947, all’età di ottantaquattro anni, dinanzi a tanto sconforto e a tale sfacelo forse pensò a quanto invano si era adoperato per il bene di questa città. Originario di Torino, fin dalla giovinezza egli aveva ricoperto nella Capitale importanti incarichi di direzione artistica e musicale.
Oltre ad essere stato presidente della Regia Accademia di Santa Cecilia per cinquantadue anni, nel 1905 egli assunse anche la carica di assessore municipale alle Belle Arti e durante il suo mandato riordinò i Musei Capitolini, riformò le scuole artistiche del Comune di Roma, fondò sia l’Orchestra Comunale per i concerti popolari che la Società Teatrale Internazionale e acquistò il teatro Costanzi, l’attuale Teatro dell’Opera di Roma. Nel 1911, divenne senatore del Regno e fu presidente del Comitato Esecutivo per l’Esposizione Internazionale e le Feste Commemorative per il cinquantesimo anniversario dell’Unità di Italia. Nel 1935, fondò la Scuola Nazionale di Cinematografia e nel 1942 divenne ministro di Stato per meriti artistici. In qualità di presidente della Regia Accademia di Santa Cecilia ebbe il grande merito di stipulare, il 5 gennaio 1908, una convenzione con il Comune di Roma per l’utilizzo del teatro Correa, facendone la sede dei concerti sinfonici, che fino ad allora si erano tenuti nella sala accademica di via Vittoria.

Garibaldi al banchetto in suo onore organizzato nel 1875

Il luogo su cui sorgeva il teatro Correa vantava una storia millenaria. Nel 29 avanti Cristo, Augusto vi edificò il suo mausoleo, nel quale ebbero sepoltura anche altri membri della dinastia Giulio – Claudia. Dopo la caduta dell’Impero Romano, il mausoleo fu saccheggiato dei marmi, degli arredi e di altri materiali. Nel XII secolo, i nobili Colonna lo trasformarono in fortilizio; in seguito, nel 1241, papa Gregorio IX lo incamerò nelle proprietà della Chiesa. Nel 1354, l’edificio fu teatro della macabra condanna al rogo di Cola di Rienzo. Tra il 1471 e il 1484, papa Sisto IV fece costruire nell’area circostante i quartieri per le comunità dei Lombardi e degli Illirici residenti a Roma. Alcune di queste costruzioni furono addirittura addossate ai ruderi del mausoleo, sfruttandone le murature portanti. Nel 1751, l’edificio fu acquistato da Benedetto Correa de Sylva, un ricco portoghese residente a Roma, e ribattezzato con il nome del suo facoltoso acquirente. Costui vi fece costruire gradinate di legno per ospitarvi spettacoli di giostre, burattini, fuochi artificiali e corride. Nel 1796, il teatro fu dotato di gradinate e palchi in muratura e, nel 1802, divenne proprietà della Camera Apostolica. Con la caduta dello Stato Pontificio, fu incamerato nel demanio e, nel 1875, ospitò uno storico banchetto in onore di Garibaldi. In seguito, il teatro fu acquistato dal conte Giuseppe Telfner: munito di un’artistica copertura a cupola in vetro e ferro, fu inaugurato nel 1881 come Politeama Umberto I.

Teatro Augusteo – foto Istituto Luce

Nel 1907, fu ceduto al Comune di Roma, il quale provvide a ristrutturarlo e a rifarne la copertura in ferro zincato ed ondulato. A seguito della già citata convenzione, stipulata dal conte Enrico di San Martino e Valperga con il Municipio, il 16 febbraio 1908 si tenne il primo concerto sinfonico sotto la direzione di Giuseppe Martucci. Dal 1909 il teatro, chiamato ancora Correa o Politeama Umberto I, prese il nome di Augusteo. Negli archivi fotografici dell’Istituto Luce si conservano diverse foto storiche sia dell’interno che dell’esterno dell’edificio, tali immagini possono essere liberamente visionate sul sito www.archivioluce.com.
L’attività musicale negli anni dell’Augusteo è molto ben documentata sia dalla serie completa dei programmi di sala dei concerti, consultabili presso la bibliomediateca dell’Accademia di Santa Cecilia, che da un’interessante volume edito a cura della stessa Accademia.

Roma, 3 aprile 2017


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