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  1. Recensione

    Atlante delle Isole Remote

    di Mariateresa Liccardo

    Con piacere riceviamo e pubblichiamo questa recensione del libro “Atlante delle Isole Remote” , edizioni Bompiani, da Mariateresa Liccardo, di cui potete leggere ancora sul suo blog Iacta est.

    Judith Schalansky insegna tipografia al Potsdam Technical Institute dal 2008.
    Così dicono le note biografiche nel sito del Premio Salerno Libro d’Europa di cui è stata vincitrice.
    Tipografia.
    La prima cosa che mi viene in mente è un piccolo opificio rumoroso, intriso di acre odore di inchiostro e solventi.
    Non penso al prodotto della tipografia, magari un’elegante e candida brochure.
    Chissà come e cosa insegna nello specifico, Judith Schalansky.
    Forse la tecnica legata alla stampa degli incunaboli, i caratteri gotici, il segno sottile e arcuato delle lettere.
    L’estetica della tipografia.
    Non potrebbe essere altrimenti, pensando alla cura tipografica del suo libro, Atlante delle isole remote.
    Copertina pan di zucchero, dorso in tessuto nero, sui risguardi il mondo, disegnato con un elegante e complesso segno di tratteggio a matita su sfondo arancione.

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  2. Racconto

    I misteri dell’Ara Pacis

    Paolo Biondi

    Pubblichiamo con piacere il Prologo del libro pubblicato per le Edizioni di Pagina, da Paolo Biondi dal titolo “I Misteri dell’Ara Pacis”, ringraziando Paolo Biondi per la sua gentilezza.

    Galleria di personaggi e di fantasmi
    C’era un generale spagnolo presuntuoso. Voleva distogliere Augusto dal suo destino. E il destino aveva assegnato un compito al principe di ritorno da Gallia e Spagna: far costruire un altare e dedicarlo alla dea Pace, dando così il via a una serie incredibilmente lunga di fatti e di vicende, di curiosità e di misteri legati a quell’Ara. Malgrado la sua ostinazione e il potere dei suoi soldi quel generale non riuscì a fermare la storia. Lui non sapeva che una dea, una dea potente, aspettava che qualcuno rendesse luogo sacro più di ogni altro la terra dove lei aveva fatto zampillare una fonte, fonte di acqua che sgorga per proteggere e custodire la vita di ogni partoriente, nella parte settentrionale del campo Marzio. E non poteva sapere che un matematico egiziano aveva già calcolato, con scientifica certezza, ogni minima variazione dell’ombra del sole per costruire un nuovo orologio. E che l’ombra di un obelisco egizio dedicato al dio Sole, meridiana di quell’orologio, sarebbe caduta a fecondare la terra alle porte di quell’Ara ogni anno al tramonto del 23 settembre, giorno di nascita del principe Augusto, portatore di prosperità e di pace nel mondo.
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  3. Articolo

    Luci e pietre di Roma

    Silvio Negro

    Nel 1959, Silvio Negro, giornalista, saggista e vaticanista, definito “il veneto che spiegò la Città Eterna ai romani de’ Roma”, illustrò, con un breve commento, alcune fotografie dei monumenti di Roma illuminati che l’Ente del Turismo intendeva pubblicare in un volumetto.

    Il Ponte degli Angeli – Scipione

    Andato però a vedere i monumenti in questione constatò che gli piacevano assai più prima, a luci spente. Scrisse ugualmente il pezzo promesso, ma volle trovare il modo di dire quale fosse il suo pensiero in proposito. L’articolo porta la data del 2 novembre 1959, giorno precedente alla morte. Questo è dunque l’ultimo scritto di Silvio Negro, pubblicato nel volume “Roma, non basta una vita”, edizioni Neri Pozza.

    Luci e pietre di Roma
    Un abisso separa Roma, la vecchia Roma, dalle città nuove e indifferenziate che le crescono intorno d’ogni parte, ma c’è qualcosa che colma quell’abisso. Un raffronto fra piazza Navona e piazza Bologna è senz’altro paradossale; eppure c’è una nota comune
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  4. Recensione

    Morte di Adamo e altri racconti

    Pina Baglioni

    Riceviamo e pubblichiamo con piacere una recensione di Pina Baglioni del libro di Elena Bono dal titolo “Morte di Adamo ed altri racconti”, Marietti editore.

    La Legge e i miracoli del Signore
    «Quante volte s’è seduto dove stai tu adesso», pianse Lia amaramente, «e tutti quei miracoli… tutte le cose che diceva, non ve le ricordate più… quelle parole che ci mettevano una cosa, dentro, che non si sapeva cosa era.. e tornavamo a casa che piangevamo e che eravamo contente. E solo a guardare la sua faccia, pareva che non potevamo più andarcene via da lui, non lasciarlo più…».
    La notizia che Gesù è stato crocifisso a Gerusalemme è arrivata fino a Cafarnao. Fino a Rachele, la suocera di Simon Pietro e a tutte le sue vicine di casa. Donne giovani e meno giovani, sorelle, madri, mogli di pescatori. Sono tutte uscite per strada per parlare dell’accaduto. E ognuna reagisce a suo modo. Rachele cerca di dissimulare il suo dolore prendendo di petto tutte le altre. È una donna risoluta lei. Non per niente, qualche tempo prima, appena la febbre l’aveva lasciata dopo che il Signore le aveva toccato la mano (Mt 8, 14-17), s’era messa a cucinare come nulla fosse.

    continua…