highlights

  1. Lettera

    Lettera di Plinio il Giovane all’Amico Gallo

    Plinio il Giovane

    Caio Plinio Cecilio Secondo, è detto il Giovane per distinguerlo da suo zio, Plinio il Vecchio, che si occupò di lui alla morte dei genitori, lo fece studiare e, grazie alle sue risorse economiche, gli garantì una veloce carriera politica.
    Alla morte dello zio, avvenuta nel 79 dopo Cristo durante la disastrosa eruzione del Vesuvio, che è proprio Plinio il Giovane a descrivere minuziosamente, questi si ritrovò unico erede di un’immensa fortuna. L’opera letteraria per cui Plinio il Giovane è più noto è certamente l’Epistolario, e tra le lettere in esso raccolte presentiamo qui quella in cui egli descrive all’amico Gallo la sua villa Laurentina.
    La villa di Plinio il Giovane, i cui resti oggi si ritiene siano dentro la tenuta presidenziale di Castel Porziano, è stata a lungo identificata con i resti di una villa che si trovano in località Palombara. Questa villa oggi si pensa sia appartenuta ad Ortensio, oratore vissuto ai tempi di Cicerone.

    Villa Laurentina -Karl Friedrich Schinkel – 1835

    E’ noto che essa era una delle tante ville residenziali romane nella macchia mediterranea tra Palombara e Torvaianica, una zona dove divenne di moda possedere una villa e che si sviluppò in tal senso quando fu costruita la via Severiana che velocizzava il collegamento di Ostia con Terracina.
    La descrizione che Plinio il Giovane fa della sua villa, nell’episola XVII del libro II, resta però una delle testimonianze più interessanti dell’esistenza di queste ville andate per la maggior parte perse.
    La descrizione della villa è talmente minuziosa che nel tempo tantissimi sono stati gli architetti, tra cui Luigi Canina e Karl Friedrich Schinkel, che si sono esercitati nel tentativo di darne una veritiera ricostruzione. Presentiamo qui il testo corredato da alcuni disegni di Hans Dollgast (1891 – 1974).

    Caro Gallo,
    ti meravigli perché io tanto mi diletti della mia Laurentina o, se preferisci, Laurento; avran termine le tue meraviglie quando avrai conosciuto l’amenità della villa, la comodità del luogo, l’ampiezza della spiaggia.
    continua…

  2. Racconto biografico

    Giuseppe Gioachino Belli e alcuni luoghi ed eventi nella sua Roma (3/4)

    di Maurizio Perfetti

    Maurizio Perfetti da anni si occupa di Gioachino Belli. Ha scritto per Roma Felix un racconto biografico del poeta romanesco, che pubblicheremo in quattro parti, punteggiandolo con i sonetti e corredandolo di un’estesa e dettagliata bibliografia. La prima parte del racconto si trova qui. Mentre la seconda la potete leggere qui.

    LA MARCHESINA VINCENZA (CENCIA) E LA “FORTUNA” EUROPEA.
    Complici i viaggi, dei quali descrive avventure e personaggi, luoghi e compagni di carrozza, tanti sonetti sono composti viaggiando “in legno” e così identificati anche con la data; altri recheranno la firma “Peppe er Tosto”,

    Cencia

    il Poeta ci appare spesso eccitato e “goliardico” nei termini usati e nelle sue colorite descrizioni; non ci meraviglia perché sappiamo che vive la gustosa prospettiva, allontanandosi da Roma, di intrattenersi presto di nuovo con la marchesina Vincenza, la “sua” Cencia, nel palazzotto della famiglia Roberti a Morrovalle.
    Si può facilmente constatare, scorrendo l’integrale collezione dei 2279 sonetti romaneschi, che gli anni più produttivi e fecondi sono racchiudibili in due periodi: 1830-37 e poi 1843-49.

    continua…

  3. Passeggiata

    Sant’ Agostino: le tre Madonne nella Chiesa della Madre

    di Paolo Biondi

    Biblioteca Angelica – Sala Vanvitelliana

    Paolo Biondi è una delle guide più apprezzate di Roma Felix che in occasione della sua visita realizzata alcuni mesi in Sant’Agostino in Campo Marzio per la nostra associazione, ha scritto questo testo sulle tre Madonne, che con piacere pubblichiamo.

    Nel 1286 Eligio Lufredi donò agli Agostiniani di Piazza del Popolo alcune case nel Campo Marzio per farci il loro convento. Queste case andarono poi a costituire il primo nucleo, e il più antico, della chiesa di Sant’Agostino.

    Più tardi Papa Onorio IV confermò la donazione e affidò agli Agostiniani anche la chiesa di San Trifone, una chiesa dell’VIII secolo ricostruita nel X dedicata a un martire greco del III secolo, che si affacciava su via della Scrofa. Il convento si sviluppò così soprattutto nell’area che ora occupa il retro della chiesa di Sant’Agostino, un edificio che oggi è l’Avvocatura dello Stato, e sul lato destro, tanto da determinare nel Settecento l’abbattimento della chiesetta di San Trifone.
    Oggi gli Agostiniani sono proprietari solo di quell’ala, che dà su via della Scrofa, comunque così grande che in parte è utilizzata come albergo per sacerdoti. Qui risiedeva Bergoglio prima del conclave che l’ha eletto papa. Qui tornò per raccogliere le cose che aveva lasciato e pagare il conto.
    continua…

  4. Racconto biografico

    Giuseppe Gioachino Belli e alcuni luoghi ed eventi nella sua Roma (2/4)

    di Maurizio Perfetti

    Maurizio Perfetti da anni si occupa di Gioacchino Belli. Ha scritto per Roma Felix un racconto biografico del poeta romanesco, che pubblicheremo in quattro parti, punteggiandolo con i sonetti e corredandolo di un’estesa e dettagliata bibliografia. La prima parte del racconto si trova qui.

    LA FORTUNA DEL MATRIMONIO CON MARIUCCIA. I PRIMI VIAGGI. CENCIA
    Liberali e reazionari, letterati, scienziati, ecclesiastici compongono la varia umanità che

    Maria Conti

    Maria Conti

    s’incontra nell’Accademia Tiberina e da qui avverrà una prima grande svolta positiva nella vita del nostro Poeta: l’incontro con la benestante Maria Conti, donna non bellissima, vedova maltrattata e tradita dal suo ex marito, lei già sui 35 anni (10 più di Gioachino), ma colta, sensibile e presto innamorata del nostro. Le biografie illustrano vari dettagli del rapporto tra i due, la ritrosia iniziale di lui, gli impacci di lei e gli ostacoli posti dalla sua famiglia che non ne vuole sapere di un nuovo matrimonio, stavolta con uno spiantato.
    Alla fine prevale la realtà: superati ostacoli e dubbi personali e sociali, ottenute le varie dispense all’epoca necessarie, Maria e Gioachino il 12.9.1816 finalmente si sposano, di sera, davanti a testimoni “compiacenti”, nella Chiesa di Santa Maria in Via. I desideri della donna si compiono e il neo marito se ne fa una ragione, anche perché le sostanze portate in dote dalla sposa sono consistenti, comprese le proprietà terriere a Cesi (Terni), la lussuosa residenza, ora coniugale, a Palazzo Poli mentre, per di più, con i buoni uffici della famiglia Conti, il neo-marito ottiene un nuovo e più remunerativo impiego. continua…