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  1. Articolo

    Arte al taglio

    Philippe Daverio

    In occasione dei centoventi anni dalla nascita di Lucio Fontana pubblichiamo questo articolo di Philippe Daverio apparso in “Art e Dossier” n.249 del novembre 2008.

    Lucio Fontana fotografato da Ugo Mulas nel 1965.

    I tagli di Lucio Fontana vengono da lontano, dal suo paese d’origine, l’Argentina. Dove la lama si intreccia imprevedibilmente alla musica, all’arte, alla letteratura, alla vita.

    Mondo complicato quello dell’America Latina, molto meno unitario di quanto potrebbe lasciar pensare l’uso di una o due lingue comuni provenienti dalla penisola iberica, mondo complesso quanto lo è il costante cambiamento degli accenti nel parlare idiomi all’apparenza identici. continua…

  2. Articolo

    Stanley Kubrick – L’Odissea di un grande visionario – 3/4

    di Paolo Ricciardi

    In occasione dei venti anni dalla morte del grande regista Stanley Kubrick pubblichiamo, in quattro puntate, con vero piacere un testo di Paolo Ricciardi che attraversa e analizza, sebbene brevemente, tutta l’opera, ma forse sarebbe più corretto dire l’epopea, di Kubrick.
    Qui si può leggere la prima parte del testo.
    Qui la seconda.

    Barry Lyndon è un film che assume un ruolo particolarmente importante nella filmografia di Kubrick perché costituisce il momento di maggiore libertà e distanza dai temi sociali, filosofici e politici che a Kubrick sono sempre stati attribuiti: violenza, politica, sesso.

    Barry Lyndon – Stanley Kubrick – 1975.

    E’ un film fortemente visivo, talmente ricco di immagini e riferimenti estetici (dovute alle vastissime ricerche condotte dall’autore) da farne la più ampia e rigorosa rappresentazione del Settecento che il cinema abbia mai prodotto.
    La storia viene continuamente ridotta a quadro, a immagine da mostrare, da guardare: una grande tessitura visiva iniziata in esterni, nella profondità di campi lunghissimi e nella fredda luce del nord, dove le figure si stagliano nette sugli orizzonti sconfinati, e chiusa nel fondo nero di una carrozza.
    La vita del protagonista è un percorso non solo narrativo ma soprattutto iconico e raffigurativo. Predomina una visione frontale dello spazio, una prospettiva sicura che conduce a uno spazio scenico geometrico. In un certo senso si tratta di inquadrature che corrispondono alla visione rinascimentale, che danno quindi un realismo elaborato e costruito simbolicamente, secondo calcoli proporzionali.

    continua…

  3. Articolo

    Leonardo: il tumulto della fede e l’arte moderna

    di Tomaso Montanari

    Leonardo da Vinci muore il 2 maggio 1519 nel Maniero di Clos – Lucé ad Amboise in Francia. Corre perciò questo anno il cinquecentesimo anniversario della sua morte. Molte sono le mostre e gli eventi dedicati a Leonardo lungo questo 2019. Anche noi di Roma Felix vogliamo portare un nostro piccolo contributo, pubblicando questo breve articolo di Tomaso Montanari, raccolto insieme ad altri nel volume “L’ora d’arte” pubblicato da Einaudi per la serie Gli Struzzi nel 2019.

    Leonardo – Autoritratto 1510/1515 – Sanguigna – Torino – Biblioteca Reale.

    L’Epifania è la solennità della manifestazione, e nella tradizione cristiana unisce tre feste e ne annuncia un’altra. Gesù bambino manifesta la sua divinità a tutte le genti attraverso i Magi, tre saggi venuti da Oriente: che lo raggiungono grazie alla scienza, alla conoscenza, e gli portano oro (segno che hanno capito che è un re), incenso (segno che hanno capito che è Dio), mirra (il profumo in cui verrà avvolto il suo corpo dopo la morte, segno che hanno capito che sarà un re e un dio diverso, capace di soffrire e di morire). Poi Gesù manifesta di essere figlio di Dio, nel battesimo al Giordano, suo primo atto pubblico: quando si udirà addirittura la voce del Padre. E proclama la sua Passione (cioè la sua morte sulla Croce) quando alle nozze di Cana, cambia l’acqua in vino: simbolo del suo sangue. Infine nel giorno dell’Epifania in tutte le chiese si annuncia il giorno della Pasqua dell’anno appena iniziato: perchè la morte non è la fine.

    continua…
  4. Articolo

    Stanley Kubrick – L’Odissea di un grande visionario – 2/4

    di Paolo Ricciardi

    In occasione dei venti anni dalla morte del grande regista Stanley Kubrick pubblichiamo, in quattro puntate, con vero piacere un testo di Paolo Ricciardi che attraversa e analizza, sebbene brevemente, tutta l’opera, ma forse sarebbe più corretto dire l’epopea, di Kubrick.

    2001 Odissea nello Spazio – Stanley Kubrick – 1968.


    Qui si può leggere la prima parte del testo.

    La giostra dei contrari continua con quello che è stato spesso considerato il capolavoro di Kubrick, 2001: Odissea nello spazio, dove il conflitto fra l’uomo e la macchina produce uno scambio d’identità e, mentre il computer HAL 9000 con la sua rivolta fallita assume alla fine quasi un volto umano, lo sguardo dell’astronauta David Bowman appare sempre più freddo e assente. Famosi sono i tempi lunghissimi del balletto delle astronavi, il pezzo di autentico cinema sperimentale inserito nella parte finale per descrivere l’arrivo sul pianeta sconosciuto, e il finale, con triplice salto di Bowman attraverso il tempo, dalla giovinezza alla maturità alla vecchiaia, per poi rinascere come ‘feto astrale’.

    continua…