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  1. Racconto

    La fortezza dell’imperatore

    di Hans Christian Andersen

    Il brano che presentiamo è tratto da Il bazar di un poeta, pubblicato da Hans Christian Andersen nel 1842. Il bazar di un poeta raccoglie le impressioni e gli appunti di viaggio che lo scrittore di fiabe svolse per 9 mesi

    Hans Christian Andersen.

    tra Germania, Italia, Grecia e Oriente, tra il 1833 e il 1834. L’opera è divisa in 6 capitoli e di questi uno è interamente dedicato all’Italia. Vi si trovano, descrizioni, appunti e schizzi su Roma, Napoli, Bologna, la Sicilia e anche descrizioni dell’attraversamento degli Appennini.

    Per quanto possa essere brutto, l’inverno romano ci porta anche giornate assai belle, belle come i più bei giorni di primavera su al Nord; allora vien voglia di uscire, di camminare nel verde che qui non è difficile da trovare! Le rose sono in fiore, le siepi di alloro emanano il loro profumo – sono tanti i luoghi dove si può passeggiare. Oggi visiteremo le rovine del castello dell’imperatore, che si trovano sopra un vero e proprio altipiano, nel bel mezzo della città; tra vigneti, giardini, rovine e catapecchie, puoi trovare fertili campi coltivati e spazi brulli dove l’asino trova il suo cardo da rosicchiare e dove le capre cercano un’erba che somiglia al muschio.

    continua…

  2. Articolo

    Stanley Kubrick – L’Odissea di un grande visionario – 4/4

    di Paolo Ricciardi

    In occasione dei venti anni dalla morte del grande regista Stanley Kubrick pubblichiamo, con vero piacere un testo di Paolo Ricciardi che attraversa e analizza, sebbene brevemente, tutta l’opera, ma forse sarebbe più corretto dire l’epopea, di Kubrick.
    Con questo articolo siamo arrivati alla quarta e ultima puntata del racconto di questa epopea.
    Qui si può leggere la prima parte del testo.
    Qui la seconda.
    Qui la terza.

    Barry Lyndon – Stanley Kubrick – 1975.

    Sebbene la maggior parte delle persone associ Kubrick a “2001: Odissea nello spazio” e ad “Arancia Meccanica”, il vero capolavoro del regista può senza alcun dubbio essere indicato in Barry Lyndon, film di uno splendore e di una bellezza davvero accecanti, che rappresenta l’utopia di un film, e di un regista, che voleva raccontare la Storia, il XVIII secolo, con il cinema e la musica, ma allo stesso tempo realizzare una riflessione sul senso del cinema e della Storia.

    continua…

  3. Articolo

    Arte al taglio

    Philippe Daverio

    In occasione dei centoventi anni dalla nascita di Lucio Fontana pubblichiamo questo articolo di Philippe Daverio apparso in “Art e Dossier” n.249 del novembre 2008.

    Lucio Fontana fotografato da Ugo Mulas nel 1965.

    I tagli di Lucio Fontana vengono da lontano, dal suo paese d’origine, l’Argentina. Dove la lama si intreccia imprevedibilmente alla musica, all’arte, alla letteratura, alla vita.

    Mondo complicato quello dell’America Latina, molto meno unitario di quanto potrebbe lasciar pensare l’uso di una o due lingue comuni provenienti dalla penisola iberica, mondo complesso quanto lo è il costante cambiamento degli accenti nel parlare idiomi all’apparenza identici. continua…

  4. Articolo

    Stanley Kubrick – L’Odissea di un grande visionario – 3/4

    di Paolo Ricciardi

    In occasione dei venti anni dalla morte del grande regista Stanley Kubrick pubblichiamo, in quattro puntate, con vero piacere un testo di Paolo Ricciardi che attraversa e analizza, sebbene brevemente, tutta l’opera, ma forse sarebbe più corretto dire l’epopea, di Kubrick.
    Qui si può leggere la prima parte del testo.
    Qui la seconda.

    Barry Lyndon è un film che assume un ruolo particolarmente importante nella filmografia di Kubrick perché costituisce il momento di maggiore libertà e distanza dai temi sociali, filosofici e politici che a Kubrick sono sempre stati attribuiti: violenza, politica, sesso.

    Barry Lyndon – Stanley Kubrick – 1975.

    E’ un film fortemente visivo, talmente ricco di immagini e riferimenti estetici (dovute alle vastissime ricerche condotte dall’autore) da farne la più ampia e rigorosa rappresentazione del Settecento che il cinema abbia mai prodotto.
    La storia viene continuamente ridotta a quadro, a immagine da mostrare, da guardare: una grande tessitura visiva iniziata in esterni, nella profondità di campi lunghissimi e nella fredda luce del nord, dove le figure si stagliano nette sugli orizzonti sconfinati, e chiusa nel fondo nero di una carrozza.
    La vita del protagonista è un percorso non solo narrativo ma soprattutto iconico e raffigurativo. Predomina una visione frontale dello spazio, una prospettiva sicura che conduce a uno spazio scenico geometrico. In un certo senso si tratta di inquadrature che corrispondono alla visione rinascimentale, che danno quindi un realismo elaborato e costruito simbolicamente, secondo calcoli proporzionali.

    continua…