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  1. Racconto giallo

    Un delitto leggermente sporco

    Shirubia Rippi

    Shirubia Rippi è lo pseudonimo di una ragazza che frequenta l’ultimo anno di scuola media, appassionata di racconti e romanzi gialli. Con piacere pubblichiamo questo suo primo racconto. 

    Nella mia piccola città era molto raro che qualcuno potesse commettere un omicidio, perché era un luogo molto tranquillo. Fino a quando arrivò l’estate.

    Maria Christie.

    Era una giornata come tutte, il cielo era sereno ed io ero nel mio ufficio a firmare dei documenti che mi aveva dato il capo qualche giorno prima.
    So che a voi sembrerà strano, ma sono una poliziotta. E i poliziotti, non riposano mai.
    Mentre stavo per finire di firmare i documenti, il telefono del mio ufficio cominciò a squillare. Alzai la cornetta e risposi.
    Al telefono c’era una donna, e si capiva dal suo modo di parlare che era spaventata per qualcosa. Mi disse, con la voce tremante, che suo marito era sdraiato per terra morto, e che teneva una pistola in mano.
    Dopo la chiamata andai dai miei colleghi per avvisarli dell’accaduto, uscimmo dalla Questura e in una quindicina di minuti arrivammo sulla scena del crimine.
    La vittima si trovava in cucina, sdraiata, con il sangue che fuoriusciva dalla tempia. La mano destra, coperta da un guanto bianco, teneva l’arma del delitto.

    continua…

  2. Racconto

    Massima sicurezza.

    Macariolita

    E’ davvero un grande piacere ricevere e pubblicare questo racconto breve di Macariolita, socia timidissima di Roma Felix. 

    Il percorso del tram che attraversa Roma in diagonale, da Ovest a Nord Est, riassume tutta la città. Trastevere, il Tevere a Ripa Grande, la Piramide Cestia.

    San Lorenzo.

    Il Circo Massimo, il Colosseo, Laterano. Porta Maggiore e la Tomba del Fornaio, San Lorenzo, il Cimitero del Verano. Policlinico, e poi i quartieri umbertini e i Parioli, fino al capolinea ombroso nei pressi di Villa Borghese.
    Il viaggio è lungo e lento, tranquillo per forza, su vetture più o meno nuove che ogni tanto si rompono comunque. I gradini da salire e da scendere non sono agevoli per tutti, eppure spesso si trova una mano che aiuta o una voce possente che grida al conducente di aspettare a ripartire.
    Torniamo al cimitero del Verano. All’imbocco della salita, sulla sinistra del piazzale, i binari svoltano e poi si snodano diritti lungo viale Regina Margherita. Qui la massima sicurezza possibile sta nel fissare lo sguardo sulle punte dei cipressi che fuoriescono dai muraglioni, dove tutto è già successo. Una fermata, poche centinaia di metri, e subito dopo l’Istituto Superiore di Sanità bisogna chiudere, o almeno socchiudere, gli occhi, perché sulla destra arriva l’oncologico Regina Elena e poco dopo, sulla sinistra, la clinica pediatrica del Policlinico Umberto I.
    continua…

  3. Articolo

    Le passeggiate romane del «Signor Nicola»

    di Sebastiano Scavo

    Pubblichiamo un articolo di Sebastiano Scavo, che in una delle sue recenti visite a Roma si è messo sulle tracce di Nikolaj Gogol’ a Roma e ne ha cercato e descritto per Roma Felix i luoghi e la memoria.

    Monumento a Nikolaj Gogol’ in Villa Borghese.

    «Ci si innamora di Roma molto lentamente, un po’ alla volta – ma per tutta la vita»
    Nikolaj Gogol’

    Un piccolo, insolito itinerario ha impegnato poche ore delle mie passeggiate romane, poche centinaia di metri tra la quiete sotto assedio di Villa Borghese e la vivacità di via Sistina, la via che collega piazza Barberini a Trinità dei Monti. Mi sono messo sulle tracce della presenza di Nikolaj Gogol’ a Roma, e infine sono andato a cercare il suo monumento nei Campi Elisi cittadini, in mezzo a statue e busti dedicati alle personalità più disparate, accomunate dall’amore per la Capitale o per l’Italia. Il nostro, ad esempio, occupa uno degli angoli del crocicchio intitolato a Paolina Borghese, di fronte all’ingresso della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, assieme allo scrittore peruviano Garcilaso de la Vega, al principe – vescovo montenegrino Petrović – Njegoš e al poeta egiziano Ahmed Shawqi.
    continua…

  4. Satire ed Epigrammi

    Come si vive a Roma

    di Giovenale e Marziale.

    In occasione della visita guidata all’Insula dell’Ara Coeli, il 10 febbraio alle 16.00, proponiamo una lettura classica: le satire di Giovenale e gli epigrammi di Marziale che descrivono con precisione e arguzia le condizioni nelle quali si viveva a Roma tra

    Insula romana – ricostruzione.

    il I e il II secolo dopo Cristo. Entrambi i poeti si trovano a vivere in una Roma affollata e caotica, che corrisponde per Marziale alla Regio VII, dove, nella contrada detta “al Pero”, sulle prime propaggini del Quirinale oggi corrispondente all’area da Via Rasella a Piazza Barberini, si trovava l’insula in cui era situata la sua abitazione, mentre per Giovenale lo scenario dove si trovava la sua abitazione era un’insula all’interno della Suburra.  

    Giovenale Satira III.239-267: “Il caos ed i pericoli di Roma. Il giorno”
    Quando il ricco è chiamato (a svolgere) i suoi obblighi, la folla (gli) cede
    il passo e la smisurata liburna corre sopra le teste
    e nel frattempo all’interno (egli) legge o scrive od anche dorme;
    poiché la lettiga con la tenda chiusa induce il sonno.
    Nondimeno arriverà prima: a me l’onda della folla che mi precede
    impedisce d’andar velocemente, e l’intero popolo radunato

    continua…