prima pagina

  1. Racconto

    Massima sicurezza.

    Macariolita

    E’ davvero un grande piacere ricevere e pubblicare questo racconto breve di Macariolita, socia timidissima di Roma Felix. 

    Il percorso del tram che attraversa Roma in diagonale, da Ovest a Nord Est, riassume tutta la città. Trastevere, il Tevere a Ripa Grande, la Piramide Cestia.

    San Lorenzo.

    Il Circo Massimo, il Colosseo, Laterano. Porta Maggiore e la Tomba del Fornaio, San Lorenzo, il Cimitero del Verano. Policlinico, e poi i quartieri umbertini e i Parioli, fino al capolinea ombroso nei pressi di Villa Borghese.
    Il viaggio è lungo e lento, tranquillo per forza, su vetture più o meno nuove che ogni tanto si rompono comunque. I gradini da salire e da scendere non sono agevoli per tutti, eppure spesso si trova una mano che aiuta o una voce possente che grida al conducente di aspettare a ripartire.
    Torniamo al cimitero del Verano. All’imbocco della salita, sulla sinistra del piazzale, i binari svoltano e poi si snodano diritti lungo viale Regina Margherita. Qui la massima sicurezza possibile sta nel fissare lo sguardo sulle punte dei cipressi che fuoriescono dai muraglioni, dove tutto è già successo. Una fermata, poche centinaia di metri, e subito dopo l’Istituto Superiore di Sanità bisogna chiudere, o almeno socchiudere, gli occhi, perché sulla destra arriva l’oncologico Regina Elena e poco dopo, sulla sinistra, la clinica pediatrica del Policlinico Umberto I.
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  2. Scoperte

    Cappella Funebre del Cardinal Bessarione, Dedicata alla Madonna e ai Santi Michele Arcangelo, Giovanni Battista ed Eugenia

    Fabio Prosperi

    In occasione della visita alla cappella funebre del Cardinal Bessarione nella chiesa dei santi Apostoli, Fabio Prosperi ci propone una lettura degli affreschi. Una storia che intreccia la Storia.

    Non c’è oggetto più prezioso, non c’è tesoro più utile e bello di un libro. I libri sono pieni delle voci dei sapienti, vivono, dialogano, conversano con noi, ci informano, ci educano, ci consolano, ci dimostrano che le cose del passato più remoto sono in realtà presenti, ce le mettono sotto gli occhi. Senza i libri saremmo tutti dei bruti.”

    La Flagellazione – Piero della Francesca.

    Forse è proprio questo incredibile stralcio di lettera la chiave per entrare in sintonia con le corde dell’animo di Bessarione. L’immagine delle casse dei suoi libri, donati a Venezia, che vengono trasportate a bordo di barche che scivolano sulla laguna verso la città del leone di San Marco, evoca l’arca che pone in salvo questo inestimabile retaggio che passa di mano dall’Oriente bizantino all’Occidente umanista. Proprio quei libri, scampati al diluvio ottomano, andranno a costituire il fondo primo della Biblioteca Marciana, all’epoca in cui anche Novello Malatesta costituiva la sua biblioteca a Cesena.
    Bessarione non fu solo questo, non fu solo uomo di lettere. Lo vediamo impegnato a fianco di Giovanni Paleologo al concilio di Ferrara nel tentativo di ricucire lo Scisma di Michele Cerulario, tentativo nel quale si prodigò come teologo nel dibattere la questione del Filioque e come oratore sapiente nonostante la giovane età: a trent’anni fu lui a pronunciare il discorso di apertura.

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  3. Testo

    Véronique. Dialogo della storia e dell’anima carnale

    Charles Péguy

    Il testo che qui proponiamo è tratto dal volume Véronique. “Dialogo della storia e dell’anima carnale” del grande scrittore francese Charles Péguy, edizioni Piemme, 2002. E’ un breve dialogo tra Clio, la Storia, e Calliope, la musa della poesia, che tratta delle ninfee di Monet, forse il tema pittorico più noto del grande pittore francese.

    Ninfee – Claude Monet – 1897.


    Péguy, nato nel 1873 e morto nel 1914, proveniente da una famiglia di Orléans, rivendicò sempre con orgoglio la sua appartenenza al popolo, alla gente semplice. Dopo aver militato in gioventù nel partito socialista, ritrovò la sua fede cattolica senza rinnegare nulla della sua storia. Poeta e saggista, nel 1900 fondò la rivista «Cahiers de la quinzaine» e pubblicò numerose opere in versi e prosa.
    In Véronique. Dialogo della storia e dell’anima carnale, c’è Clio, la Storia, che si affanna a cercare le tracce nel passato. E «una bambina, la piccola Veronica, che tira fuori il suo fazzoletto e sul volto di Cristo prende un’impronta eterna. Lei si è trovata al momento giusto. Clio è sempre in ritardo» scrive Péguy.
    Il dialogo è tra Clio, la Storia e Calliope, la musa della poesia epica, figlia di Zeus e Mnemosine, conosciuta come la Musa di Omero, l’ispiratrice dell’Iliade e dell’Odissea. Proprio nelle primissime pagine dell’opera Clio accenna a Monet e alle sue «mirabili ninfee». Anzi, di una sola, la prima della serie.

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  4. Articolo

    Le passeggiate romane del «Signor Nicola»

    di Sebastiano Scavo

    Pubblichiamo un articolo di Sebastiano Scavo, che in una delle sue recenti visite a Roma si è messo sulle tracce di Nikolaj Gogol’ a Roma e ne ha cercato e descritto per Roma Felix i luoghi e la memoria.

    Monumento a Nikolaj Gogol’ in Villa Borghese.

    «Ci si innamora di Roma molto lentamente, un po’ alla volta – ma per tutta la vita»
    Nikolaj Gogol’

    Un piccolo, insolito itinerario ha impegnato poche ore delle mie passeggiate romane, poche centinaia di metri tra la quiete sotto assedio di Villa Borghese e la vivacità di via Sistina, la via che collega piazza Barberini a Trinità dei Monti. Mi sono messo sulle tracce della presenza di Nikolaj Gogol’ a Roma, e infine sono andato a cercare il suo monumento nei Campi Elisi cittadini, in mezzo a statue e busti dedicati alle personalità più disparate, accomunate dall’amore per la Capitale o per l’Italia. Il nostro, ad esempio, occupa uno degli angoli del crocicchio intitolato a Paolina Borghese, di fronte all’ingresso della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, assieme allo scrittore peruviano Garcilaso de la Vega, al principe – vescovo montenegrino Petrović – Njegoš e al poeta egiziano Ahmed Shawqi.
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