Le tombe di via Latina, gioiello dell’arte funeraria

Nel mezzo della periferia romana, tra le moderne via Appia e via

Sarcofago per due in marmo greco – Tomba dei Pancrazi – Parco Archeologico della Via Latina.

Tuscolana, si incastona ancora perfettamente conservato un tratto del III miglio dell’antica via Latina. Risparmiato dall’invadenza del cemento, questo frammento di campagna romana conserva intatto il fascino arcadico della sua dimensione originaria di strada antica fiancheggiata da alberi e sepolcri. Tra il corteo di sempreverdi e l’allineamento delle tombe, qui è possibile ritrovare il gusto e la passione per il passato, come in un’ottocentesca promenade. La strada con i suoi basoli conduce verso una realtà solitaria e agreste, lontana dai rumori assordanti del traffico. Essa ha origini remote: la rotta naturale, già seguita in età preistorica, venne utilizzata dagli Etruschi per colonizzare la Campania nel tra l’VIII e il VI secolo avanti Cristo. Tracciata definitivamente dai Romani intorno tra il IV e il III secolo avanti Cristo, congiunse Roma a Capua attraversando i monti Lepini, Ausoni, Aurunci e le valli dei fiumi Sacco e Liri mantenendo la sua importanza per tutta l’antichità.

Tomba dei Valeri – Particolare del soffitto a stucco bianco – Parco Archeologico della Via Latina.

Anche in età medievale, infatti, fu preferita come viabilità per Napoli per la migliore conservazione rispetto all’Appia e la presenza di una serie di edifici di culto cristiani lungo il tracciato. Entrando nel Parco archeologico delle Tombe della Via Latina è oggi possibile percorrere un tratto del selciato originale della strada. Con una gradevole passeggiata a piedi si possono ammirare le ricche tombe risalenti ad un periodo compreso tra il I e il II secolo dopo Cristo che si affacciavano sul percorso, che presentano ancora perfettamente conservate le decorazioni policrome sulle facciate e all’interno: volte rivestite d’intonaco dipinto e stucco, pareti affrescate con scene di carattere funerario e ricchi pavimenti in mosaico si conservano ancora sostanzialmente intatti nel loro contesto originario. Dalla strada è inoltre possibile raggiungere la Basilica di Santo Stefano, raro esempio di impianto paleocristiano eretto sotto il pontificato di Leone Magno intorno alla metà del V secolo. Il Parco archeologico delle Tombe della Via Latina è stato istituito nel 1879 a seguito dell’acquisizione da parte dello Stato di una vasta area in cui erano stati portati alla luce notevoli resti di età romana. Grazie ai recenti lavori di restauro è oggi possibile accedere all’interno di alcuni dei sepolcri più spettacolari in piccoli gruppi per non comprometterne lo stato di conservazione: il cosiddetto Sepolcro Barberini, o dei Corneli. Il monumento funerario, databile al II secolo dopo Cristo, è costituito da due piani sopraterra e da uno ipogeo in eccellente stato di conservazione. Il piano superiore è coperto da una volta a crociera interamente rivestita di intonaco affrescato a sfondo rosso ed elementi in stucco. Si riconoscono gruppi di personaggi, vittorie alate su bighe, amorini, uccelli, animali marini, soggetti mitologici e sfondi architettonici. La Tomba dei Valeri. Se ne conservano gli ambienti ipogei riccamente decorati, databili alla metà del II secolo dopo Cristo, mentre l’elevato è una ricostruzione ipotetica realizzata nella metà dell’Ottocento. Un elaborato rivestimento in stucco bianco, articolato in 35 medaglioni e riquadri, orna le lunette e la volta a botte dell’ambiente sotterraneo.

Tomba dei Valeri – Uno scorcio del soffitto decorato in stucco bianco – Parco Archeologico della Via Latina.

Soggetti dionisiaci, figure femminili e animali marini sono rappresentati nei medaglioni, mentre nel tondo centrale si trova una delicata figura velata a dorso di un grifone, che rappresenta la defunta portata nell’aldilà. La Tomba dei Pancrazi. Gran parte della struttura visibile è una costruzione moderna che protegge il monumento sottostante impostandosi sui muri originali databili tra il I e il II secolo dopo Cristo che si conservano per circa un metro di altezza. Entrando nel sepolcro si possono ammirare gli ambienti sotterranei splendidamente decorati con mosaici sui pavimenti e volte e pareti affrescate con colori brillanti e stucchi in eccellente stato di conservazione. Vi sono raffigurate scene mitologiche, paesaggi naturali e architettonici, immagini femminili e di animali. Al centro di una delle camere ipogee campeggia un grande sarcofago per due deposizioni in marmo greco.

Roma, 11 dicembre 2019


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