A Trastevere, alla scoperta di una perla dimenticata

Basilica di S. Crisogono e i sotterranei

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Oscurata dalle sublimi Santa Maria in Trastevere e Santa Cecilia, la basilica di San Crisogono è uno dei gioielli più preziosi e inspiegabilmente più trascurati di Roma.

È antichissima: edificata nel IV secolo sotto papa Silvestro I, fu dedicata a san Crisogono di Aquileia, martirizzato nel corso della persecuzione di Diocleziano. Anche se una data certa si ha solo nel 499, quando un Titulus Crysogoni venne inserito nell’elenco ufficiale dei tituli, vale a dire le chiese sorte nei pressi o al di sopra delle case private dove erano soliti riunirsi i primi cristiani.

 

Insieme con Santa Maria in Trastevere e Santa Cecilia, San Crisogono costituì uno degli iniziali luoghi di culto e di assistenza della comunità cristiana della zona oltre Tevere. La chiesetta si trasformò in basilica solo nel 1129. E di questa costruzione abbiamo buona testimonianza nel fianco destro della chiesa, anche se le originarie strutture sono sormontate dal portale barocco e dal tozzo campanile che ha l’aspetto di una torre difensiva. Quel che vediamo oggi deriva dai radicali ammodernamenti apportati da Giovan Battista Soria nel 1626 per conto del cardinale Scipione Borghese, nipote di Paolo V. Il fastoso soffitto a lacunari dipinti è tra i più belli di Roma: sembra qui rispecchiarsi, moltiplicata, la policromia del pavimento cosmatesco. A destra del coro, la Cappella Poli è opera di Gian Lorenzo Bernini.

Sotterranei. Dalla sagrestia si accede alla chiesa sotterranea, cioè all’antichissimo Titulus Crysogoni, eretto sui resti di costruzioni laterizie di età imperiale. Dell’ampia abside rimane la parte inferiore, riccamente decorata a imitazione delle sontuose stoffe del X secolo. La confessione, a ferro di cavallo, ospita pitture raffiguranti santi e martiri dell’VIII e X secolo. Molto importanti le serie di pitture dell’XI secolo nella navata destra, che rappresentano le Storie di San Benedetto e di San Silvestro. Nel fondo della navata sono visibili gigantesche figure che appartengono alla decorazione del IX secolo

 


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